Lontano dagli occhi, lontano dal cuore!

25 luglio 2009

Editoriale del Direttore Caritas Reggiana

Ordinanze anti-accattonaggio Lontano dagli occhi, lontano dal cuore! Dopo oltre un mese dalle ultime elezioni, dopo il tourbillon di nomine a completare le giunte che dovranno governare e amministrare nei prossimi 5 anni e dopo esserci lasciati alle spalle i proclami e i bisticci della campagna elettorale, ecco che le macchine amministrative dei Comuni sono tornate al lavoro quotidiano. Nonostante l’avvicinarsi delle ferie e del riposo estivo, leggendo i giornali di questi giorni, sembra che la priorità di alcuni Comuni sia divenuta quella di fare ordinanze per la sicurezza dei cittadini e il decoro pubblico. Potevamo aspettarci queste mosse dalle amministrazioni dove hanno vinto centro-destra e Lega, perché coerente con quanto hanno promesso. Ma … sembra che, per una sorta di “par-condicio”, anche i Comuni amministrati da maggioranze di centro-sinistra si siano allineati. Forse per dovere di “riconoscenza” all’aumento straordinario (quasi ovunque) dei voti ricevuti dalla Lega? Non so cosa ci stia sotto, non mi voglio addentrare in questioni politiche, ma mi permetto di fare alcune riflessioni riguardo le ordinanze anti-accattonaggio emesse in questi giorni (dai Comuni di Reggio Emilia, che ha già pronta anche quella anti-lucciole, di Guastalla e di Castelnovo ne’ Monti). Come prima riflessione mi chiedo se davvero queste sono le priorità di un Comune. In un momento storico dove la crisi economica sta manifestando le conseguenze più gravi, dove la questione “casa” sta diventando un problema per molte famiglie che non riescono più a pagare affitti e mutui, dove i servizi sociali sono sempre più in affanno e inadeguati a dare risposte all’aumento di richieste, mi chiedo se le questioni “di facciata” siano davvero le più urgenti. Leggendo il testo di queste ordinanze, in effetti, non si può nascondere che ci sia anche una questione estetica, di decoro che si vuole salvaguardare. In particolare, quella del Comune di Guastalla, nelle giustificazioni dell’impianto dice che si intende “limitare il senso di degrado pubblico che tali manifestazioni comportano”. Una questione “di facciata”, appunto! La frase coniata dagli americani “Not in my garden” (basta che non sia nel mio giardino) dice molto bene lo spirito che è sotteso a questi ripieghi amministrativi che non affrontano i veri problemi, non ricercano le cause delle manifestazioni ma semplicemente cercano di allontanare il problema. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, appunto! Sarebbe necessario distinguere chi è costretto all’accattonaggio e rientra in giri di vero e proprio sfruttamento da chi vende qualcosa per arrangiarsi e mantenersi. Nel primo caso è giusto cercare di limitare il fenomeno ma sarebbe necessario perseguire gli sfruttatori e non gli sfruttati. Nel secondo caso ogni situazione sarebbe da analizzare attentamente e farsi carico di tante storie concrete di povertà subita e non certo voluta. Queste ordinanze mettono tutti gli sfruttati sullo stesso piano e non c’è dubbio che si reggono sulla volontà di accontentare un po’ la cittadinanza e di tenerla buona dimostrando di poter controllare i “fastidiosi” mendicanti e illudendo le persone di avere risolto questo problema anche con proclami piuttosto impegnativi, come dice ancora il testo dell’ordinanza di Guastalla: “impedire ogni ipotesi di minaccia all’incolumità pubblica e di reato a danno dei Cittadini”. Sono convinto che i mendicanti “di professione” insieme a quelli che cercano davvero un minimo di sostegno alla loro povera vita da qualche spicciolo che cade nelle loro mani, si sposteranno in un Comune “free”, cioè libero (per adesso), dove chiedere l’elemosina è ancora possibile. Un’altra domanda alla quale non riesco a trovare risposta è: come faranno le persone colte in flagranza di accattonaggio a pagare la sanzione amministrativa che va dai 100 ai 500 euro? A chi sbarca il lunario con le briciole raccolte elemosinando, credo risulti difficile trovare cifre importanti per pagare la multa … ironia della sorte: dovranno fare gli straordinari e accattonare ancora di più! Infine, una considerazione, che ritengo la più importante. La filosofia principale che muove queste risoluzioni (così come il Pacchetto sicurezza che diventerà legge del nostro Stato) implica la discriminazione di una parte di popolazione: una fascia della nostra società che non vogliamo, ci infastidisce per il semplice fatto che tutti i giorni è davanti ai nostri occhi a ricordarci che abbiamo troppo e che siamo egoisti. Il decoro delle nostre piazze, dei nostri parcheggi e dei sagrati delle nostre chiese sarebbe proprio quello contrario a quanto queste ordinanze esprimono. I poveri, gli emarginati sono i nostri tesori, i nostri gioielli, quindi sono loro il nostro decoro. Se li scacciamo per metterci il cuore in pace, per non sentirci inquietati dalle domande che la loro condizione inevitabilmente pone al nostro comodo vivere, avremo una pace egoista ed escludente, sicuramente una pace NON cristiana. “I poveri li avrete sempre con voi” ci ha ricordato Gesù nel Vangelo. Ce lo ha detto per ricordarci che, dopo la sua morte, sono loro ad incarnare in modo privilegiato la presenza del nostro Dio. Almeno noi cristiani facciamo un sobbalzo di fronte a questa cultura perbenista che ostenta le proprie ricchezze e futilità e che, nello stesso tempo, risulta essere vessatoria nei confronti dei poveri, degli emarginati, degli sfruttati, di coloro che (senza negare le tante fatiche che si fanno) ogni giorno ci chiedono a livello personale e comunitario di convertirci! Facciamo un sussulto e chiediamo conto ai nostri amministratori, a quanti abbiamo votato del perché di comportamenti che sembrano tesi più alla difesa dei nostri averi che alla ricerca del bene comune. Le soluzioni a questo tipo di problemi si possono trovare insieme e può essere che il trovarle risulti estremamente difficile (e sicuramente non bastano le ordinanze comunali!) ma tutti possiamo fare un cammino di condivisione e di conversione, vivendo maggiormente la sobrietà, la solidarietà e la vicinanza a coloro che fanno più fatica, a coloro che sono COMUNQUE nostri fratelli da amare e non da … respingere, cacciare o multare!

Gianmarco Marzocchini Direttore Caritas diocesana Reggio Emilia – Guastalla


L’Ebreo necessario

5 maggio 2009

 

Perché i cristiani non possono fare a meno degli ebrei?

incontro con

Moni Ovadia

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CINEMA OLIMPIA – REGGIO EMILIA

                 14 maggio 2009 ore 20.30       


Annulate il G8 !!!

27 aprile 2009

Annullate il G8! Flavio Lotti: “Annullare il G8. Questo deve fare Berlusconi se davvero vuole risparmiare soldi e aiutare i terremotati. Il vertice è inutile e inconcludente.”

“Il G8 è un grande imbroglio e un grande spreco di denaro pubblico.” Così Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, reagisce alla decisione del governo italiano di spostare il vertice del G8 all’Aquila. “Se davvero Berlusconi vuole risparmiare i soldi e aiutare i terremotati, deve annullare la riunione del G8. Non spostarla a l’Aquila. Tanto è inutile e inconcludente. Gli italiani devono sapere che la riunione del G8 è un grande imbroglio.Si dice che serve a risolvere i grandi problemi del mondo ma, come ben sanno tutti gli esperti e gli osservatori internazionali, nessun G8 ha mai deciso qualcosa di realmente importante. L’unica cosa che produce è un comunicato finale, una foto ricordo e una montagna di promesse che, regolarmente, non vengono mantenute. Questa riunione del G8 è particolarmente inutile perché, con la crisi che avanza, il G8 è ormai superato dal G20. Gli otto più grandi non sono più in grado di decidere da soli e devono accordarsi anche con gli altri. Per questo, il G20 si è già riunito ad aprile a Londra e si riunirà nuovamente dopo il G8 a New York prima dell’Assemblea Generale dell’Onu. Non bisogna dimenticare che il vertice del G8 fa male al mondo perché mortifica la democrazia e le istituzioni internazionali democratiche che sono i veri luoghi dove ricercare, con il concorso di tutti, la giusta soluzione ai tanti problemi che rendono difficile e spesso impossibile la vita sulla terra. La riunione del G8 costa un sacco di soldi: oltre 400 milioni di euro (soldi nostri) che dovrebbero essere innanzitutto spesi per ridurre la povertà e la disoccupazione, in Italia e nel mondo. Berlusconi dice che spostandolo in vertice all’Aquila ne risparmia 220 ma non ha detto: quanti ne ha già spesi sino ad oggi e quanti ne dovrà ancora spendere per i lavori avviati e non conclusi in Sardegna; quanti soldi dovranno essere spesi all’Aquila per assicurare un buon soggiorno dei potenti della terra, alla faccia di tutti quelli che stanno ancora nelle tende. Invece di ospitare il G8 alla Maddalena o all’Aquila, Berlusconi e l’Italia devono investire sull’Onu che è il centro naturale della governabilità globale. Senza la ricostruzione, il rilancio e la sua effettiva democratizzazione del sistema dell’Onu, senza un forte investimento per ridargli forza, efficacia e credibilità, non riusciremo a risolvere nessuno dei gravi problemi che incombono. Ufficio stampa: Floriana Lenti 338/4770151 Ufficio Stampa Tavola della pace tel. +39 075 5734830 Fax +39 075 5739337 email: stampa@perlapace.it – sito: www.perlapace.it


Veglia di Preghiera

25 aprile 2009

             

Centro don Gualdi 

              Pace-Giustizia-Salvaguardia del creato

 

e

 

 Pax Christi

 

Punto Pace Reggio Emilia 

 

MARTEDI’ 28 APRILE 2009

 

 

 

0re 21,00

 Casa Madonna dell’Uliveto 

 ( Via Oliveto,37 - 42020 - Montericco di Albinea - RE) 

«Io sono un viaggiatore in viaggio da questa vita alla prossima e in questo viaggio ho bisogno di un luogo in cui essere curato e assistito e possa essere me stesso. » (N. Hadlock) 

La veglia è organizzata da:  Pax Christi – Punto Pace Reggio Emilia e dal Centro don Gualdi (RE)

info:

http://paxchristire.wordpress.com

puntopacereggio@alice.it 

mobile 380 4785231

 

 

 

Veglia di Preghiera


Inizia nel segno del boicottaggio la conferenza di Ginevra sul razzismo

21 aprile 2009
Nonostante le modifiche alla bozza l’Italia, insieme a Usa e Israele, sceglie di non partecipare

Inizia oggi a Ginevra il secondo forum contro il razzismo, dopo quello che si era tenuto a Durban, in Sudafrica, nel 2001. La conferenza inizia sotto il segno del boicottaggio di diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Israele, Canada e Italia, che hanno deciso di non partecipare al summit nonostante le modifiche al documento preliminare.

Più sfumata la posizione della Francia e della Gran Bretagna, che invece parteciperanno. Tra le ragioni addotte dai paesi che hanno deciso di non partecipare, c’è la presenza del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, criticato per le sue esternazioni antisioniste. Inizialmente il boicottaggio era stato chiamato, proprio dalla delegazione italiana guidata da Franco Frattini, per protestare contro alcune frasi del documento preparatorio in cui si definiva apartheid la politica israliana nei Territori Occupati Palestinesi. Il paragone tra Israele e Sudafrica è stato successivamente espunto, così come anche i riferimenti alla possibiità di limitare la libertà di espressione per evitare le offese contro la religione. Queste modifiche sono state valutate come soddisfacenti dalla delegazione del Vaticano, che ha annunciato la propria presenza a Ginevra, mentre la delegazione italiana ha confermato il proprio rifiuto. Il reponsabile dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay, si è detta “sconvolta e dispiaciuta” per il boicottaggio: “una manciata di Stati ha permesso che una o due questioni dominassero il loro approccio al problema del razzismo, mettendole al di sopra delle preoccupazioni.

Peace Report 20/04/2009


Impicciarsi! Svegliarsi! Reagire!

18 aprile 2009

 

Sono tre inviti che ho sentito personalmente in tre diverse circostanze in questi mesi, tre verbi martellati come chiodi da Vincenzo Linarello, presidente del Goel (Locride), da Giuliana Martirani (Università di Napoli), da Sonia Alfano, presidente dell’Associazione famigliari vittime della mafia, dal procuratore distrettuale antimafia Nicola Gratteri e dal giornalista Antonio Nicaso (Reggio Calabria). E in questi giorni mi ritornano in mente con particolare insistenza e urgenza: sono verbi pasquali, attuali, universali.

Pasquali perché risuonano nelle letture bibliche e nella liturgia di queste settimane. Gesù ha sconfessato i traffici e gli interessi del Tempio, mettendosi dalla parte della donna adultera, del cieco nato (nel peccato), del lebbroso, contro il sistema religioso istituzionalizzato e spersonalizzante. E ha invitato a seguirlo, portando con lui la croce, vegliando con lui nella passione, agendo e reagendo come lui, “per la vita e il riscatto di molti” (Mt 20,28).

E a Pasqua, nel Cenacolo ha soffiato lo Spirito su di un piccolo gruppo di uomini e donne per dare loro la forza di continuare la sua opera nel mondo: “Andate. Io sarò con voi!”.

Verbi pasquali, dicevo, attuali ed universali…

Sì, perché oggi, nella sola provincia di Reggio Emilia sono operativi, indisturbati, 5 clan della ‘ndrangheta, a Reggio, appunto, a Scandiano, a Reggiolo, a Bibbiano e a Novellara…

Sì, perché oggi il mercato della droga, diffuso e gestito capillarmente dalle mafie, produce montagne di soldi sporchi da ripulire attraverso la costruzione di catene di alberghi, di supermercati, di villaggi turistici, attraverso azioni in borsa e piccoli-medi-mega investimenti in ogni settore.

Sì, perché oggi, mentre la popolazione civile del Kivu (Congo) continua a vivere un calvario di atrocità e di violenze ad opera di soldati e di guerriglieri, in lotta per i diamanti e il coltan di cui è ricca la regione, la pubblicità delle multinazionali dei telefonini sfida e corrompe adulti e giovani perché acquistino sempre nuovi modelli, le cui batterie sono imbottite appunto di coltan…

Sì, perché oggi, mentre cresce a dismisura nel mondo l’anelito e l’esigenza della pace e lo sgomento per le conseguenze devastanti delle guerre sulla vita dell’uomo e della natura, in Italia l’esportazione di armi ha raggiunto nel 2008 la cifra record di oltre tre miliardi di euro, mentre il valore delle transazioni bancarie autorizzate – anche verso paesi in conflitto (tra cui Israele), in zone di forte tensione (Medio oriente, Africa, Asia) dove più gravemente i diritti umani sono violati – ha superato i quattro miliardi. E il Governo spinge perché si approvi entro aprile un impegno economico di oltre 13 miliardi di euro per gli aerei F35, nuovi caccia bombardieri presentati come “assolutamente vitali per la difesa” del nostro paese, in realtà con “spiccata capacità di impiego (offensivo) fuori area” (testo presentato alla Commissione parlamentare). Così quello che il terremoto ha fatto in Abruzzo, gli F35 lo faranno in tante parti del mondo…

Sì, perché, dal 2002 ad oggi, secondo le stime e la ricerca documentate a Lampedusa da Visetti (Repubblica), sono morte nel Mediterraneo già oltre 40.000 persone. E un amico Servo della Chiesa spagnolo mi ha assicurato che in Atlantico, tra le imbarcazioni che si avventurano al largo delle coste occidentali africane dirette in Spagna, le vittime sono ben maggiori, a centinaia, tutti i giorni…

Sì, perché, oggi la Benetton, presente in 120 paesi del mondo con i marchi Sisley, Playlife, Killer Loop, con un fatturato totale di quasi due miliardi di euro, ha acquistato in Argentina dal governo locale 900.000 ettari di terreno per la produzione di lana, condannando il popolo “Mapuche” (= uomini della terra) a vivere in una striscia di territorio dove le famiglie vivono in condizioni di sovraffollamento e di manodopera a basso costo. Il Nobel per la pace, lo scrittore argentino Pérez Esquivel, se ne è fatto portavoce, denunciando la ignobile espropriazione di spazio vitale cui sono sottoposti: dai 30 milioni di ettari di un tempo ai 250.000 di oggi.

Sì, perché oggi Coca-Cola, penalizzata in India con la chiusura della fabbrica di Kaladera per l’estrazione e l’inquinamento delle falde acquifere della zona e per lo sfruttamento del lavoro minorile e inquisita in Colombia per nove omicidi, numerosi attentati e sequestri ai danni di sindacalisti e loro familiari, continua a immettere nei suoi prodotti il dolcificante aspartame, sostanza tossica e cancerogena, causa di progressivi, gravi danni al cervello, soprattutto se assorbita da piccoli…

Sì, perché oggi, mentre manca acqua potabile al 30% della popolazione mondiale e le riserve d’acqua vengono spesso distrutte, contaminate o privatizzate, anche in Italia il Parlamento ha votato l’articolo 23 bis del decreto Legge 112 del ministro Tremonti, secondo il quale i servizi idrici sono da gestire secondo le regole dell’economia capitalistica, controllata naturalmente dalle multinazionali. Così il 65% del nostro corpo è già venduto!… E in Campania la Veolia ha già aumentato del 300% le bollette dell’acqua. Chi protesta si trova sotto casa i vigilantes armati e i carabinieri a chiudere l’erogazione.

Però – e questa è finalmente una buona notizia – in questi anni, dal 2000 al 2007 in Emilia Romagna il consumo e lo spreco di acqua si è ridotto dell’8,6% e a Reggio Emilia del 22%. Allora si può, anzi si deve… impicciarsi, svegliarsi, reagire! Oltretutto, se facciamo Pasqua, possiamo agire diversamente?!

 

 

d. Emanuele Benatti

 Centro Missionario Diocesano

Reggio Emilia

 

 


L’Italia compra 131 bombardieri

27 marzo 2009

I nuovi caccia F-35 costeranno 13 miliardi

Entro il 16 aprile le commissioni Difesa di Camera e Senato dovranno esprimersi sul programma di riarmo aeronautico presentato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, che prevede l’acquisto di 131 caccia-bombardieri da attacco F-35 Lightning II nell’arco dei prossimi diciotto anni. Spesa complessiva: oltre 13 miliardi di euro. Velivoli ‘stealth’ di quinta generazione che dal 2014 dovrebbero progressivamente sostituire tutta la flotta aerea d’attacco italiana, attualmente composta dai Tornado e dagli Amx dell’Aeronautica e dagli Harrier-II della Marina. Sessantanove F-35A a decollo convenzionale verrebbero destinati alle forze aeree, mentre sessantadue F-35B a decollo rapido o verticale andrebbero a finire sui ponti delle portaerei ‘Garbaldi’ e ‘Cavour’.

Per le missioni all’estero. Nei mesi scorsi il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, aveva definito l’acquisizione degli F-35 “assolutamente vitale per la difesa” del nostro Paese. 
In realtà, per la ‘difesa’ propriamente detta dello spazio aereo italiano sono già stati spesi oltre 7 miliardi di euro per l’acquisto di 121 caccia Eurofighter in sostituzione dei vecchi F-104.
 
Pur definendo il programma come “destinato alla difesa nazionale”, il testo che il ministro La Russa ha sottoposto alle commissioni parlamentari – e di cui
 PeaceReporter ha ottenutocopia - enuncia chiaramente la destinazione d’impiego degli F-35 “nelle missioni internazionali a salvaguardia della pace” in virtù della loro “spiccata capacità di impiego fuori area”.

Un affare per Finmeccanica. I caccia F-35 sono il frutto del programma di riarmo internazionale Joint Strike Fighter (Jsf) lanciato dagli Stati Uniti a metà degli anni ’90, al quale hanno aderito molti Paesi alleati, tra cui l’Italia nel 1996 con il primo governo Prodi (adesione confermata nel 1998 dal governo D’Alema e nel 2002 dal secondo governo Berlusconi). Il nostro Paese partecipa al consorzio industriale Jsf – guidato dalla statunitense Lockheed Martin – tramite l’Alenia, l’azienda aeronautica del gruppo Finmeccanica. Lo stabilimento piemontese di Cameri (Novara) è già stato attrezzato per diventare l’unica linea di montaggio finale del velivolo al di fuori fuori dagli Stati Uniti, dove verranno assemblati tutti gli F-35 destinati alle forze aeree del Vecchio Continente (per ora è certa l’Olanda). Secondo i piani, l’Alenia di Cameri si occuperà anche delle successive revisioni e aggiornamenti per tutta la vita operativa degli F-35, vale a dire per altri trentacinque anni circa.

Un riarmo contro la crisi. Secondo la Difesa, il super-bombardiere F-35 creerà almeno 10 mila posti di lavoro, genererà un forte sviluppo tecnologico dell’industria italiana e determinerà un incremento del Pil. Insomma, il riarmo come via d’uscita dalla crisi economica, come con la Grande Crisi degli anni ’30 e con la Grande Depressione di fine ’800. Peccato che in entrambi i casi questa strada abbia condotto a guerre mondiali. Di certo – questo il documento di La Russa non lo dice – l’impiego dei nuovi bombardieri nelle missioni “di pace” produrrà anche morti, mutilati e sofferenza. E se non dovessero mai venire usati – improbabile – risulteranno del tutto inutili. Forse questi 13 miliardi di euro di denaro pubblico – nostro – potrebbero essere investiti in qualcosa di più utile alla collettività. Spetta alle due commissioni parlamentari decidere nelle prossime settimane.

Enrico Piovesana


La Route di Pax Christi

26 marzo 2009

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La Route di Pax Christi 2009

25 marzo 2009

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INFO POINT:

CENTRO DON GUALDI – “GIUSTIZIA, PACE E SALVAGUARDIA DEL CREATO”

Via del Guazzatoio, 24  – 42100 Reggio Emilia           

http://paxchristire.wordpress.com  – puntopacereggio@alice.it 

Mirko Baccarani  380 4785231 

don Eugenio Morlini 339 8496264

Fulvio Bucci  338 7300504 


Prossimi appuntamenti

3 febbraio 2009

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- Martedì 10 febbraio ore 18.30 presso l’Info Point DALBASSO in Piazza Prampolini (RE) – incontro sulla palestina con visione di filmati.

- il 17  febbraio don Eugenio e Fulvio si recano a Mirandola x l’incontro del Punto Pace di Mirandola. Chi vuole aggregarsi può fare riferimento a Fulvio.

- il 20 febbraio ore 21.00 presso la Parrocchia di Salvaterra – veglia di preghiera per la pace.

- il 24 febbraio presso la parrocchia di Cavazzoli alle ore 21.00 veglia di preghiera per la pace. 


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